Prodotti
Cosa facciamo, concretamente
Tronco nasce a Torino nel 2011, in un capannone di via Livorno che all'epoca aveva ancora i segni delle macchine utensili del vecchio inquilino. Luca Ferrante, il fondatore, aveva lavorato per dieci anni in una falegnameria industriale a Moncalieri prima di decidere che voleva tornare a fare le cose a mano, pezzo per pezzo, con i tempi giusti. Da allora progettiamo e costruiamo mobili su misura, strutture in legno massello e complementi d'arredo per privati, studi professionali e locali commerciali. Non vendiamo catalogo. Ogni ordine è un progetto separato.
Tavoli
Il tavolo è spesso il primo pezzo che un cliente ci chiede e, quasi sempre, quello che poi porta a tutto il resto. Lavoriamo principalmente noce nazionale, rovere europeo e ciliegio, legni che compriamo da un deposito a Carmagnola con cui abbiamo un rapporto diretto da più di dodici anni. Le tavole arrivano già stagionate, ma le lasciamo ancora qualche settimana nel capannone prima di lavorarle, perché il legno si muove e bisogna lasciarlo abituare all'ambiente in cui vive.
Le gambe le costruiamo a parte, poi colleghiamo tutto con spine in faggio e colla vinil-acetica senza rinforzi metallici nascosti, a meno che il cliente non voglia una struttura con ferro a vista, che è una scelta progettuale diversa e ha una sua estetica precisa. La finitura è a olio duro oppure a cera, mai vernice filmogena perché dopo qualche anno inizia a sfaldarsi e non è riparabile sul posto.
Librerie e contenitori
Marco Rinaldi, che lavora con noi dal 2016, si occupa quasi esclusivamente di librerie e sistemi di contenimento. Ha una pazienza particolare per i millimetri, che in questo tipo di arredo fa davvero la differenza. Una libreria a muro che non tiene conto delle irregolarità del muro stesso finisce per sembrare storta anche quando non lo è.
Utilizziamo multistrato finlandese da diciotto millimetri per le strutture interne, con frontali e ripiani a vista in massello. Il multistrato ha una stabilità che il massello puro non garantisce sulle grandi campate, ed è onesto dirlo ai clienti invece di vendere qualcosa che poi lavora e si deforma. I vani possono essere aperti, con ante in vetro satinato o con ante cieche in legno: dipende da quello che il cliente vuole mostrare e da quello che preferisce nascondere.
Cucine su misura
Le cucine sono il lavoro più lungo e quello con più variabili. Un progetto medio richiede tra le otto e le quattordici settimane dal sopralluogo alla consegna, a seconda della complessità degli elettrodomestici da integrare e delle finiture scelte. Lavoriamo spesso con impianti già esistenti, quindi il rilievo iniziale è fondamentale: prendiamo le misure tre volte, confrontiamo i dati e solo dopo andiamo in produzione.
I cassetti li montiamo con guide Blum a chiusura ammortizzata, che sono costose ma durano vent'anni senza bisogno di regolazioni. Le ante le facciamo in rovere spazzolato oppure in laccato opaco, con colori scelti su campione fisico e non su schermo, perché un monitor non restituisce mai il colore reale. I piani di lavoro li lasciamo scegliere al cliente: collaboriamo con un marmista di Grugliasco per i piani in pietra naturale e lavoriamo anche il legno massiccio trattato con olio alimentare per chi vuole una superficie organica.
Complementi e piccoli pezzi
Non tutto quello che esce dal laboratorio è un grande progetto. Facciamo sgabelli, panche per ingressi, cornici, mensole, cassapanche. Sono pezzi veloci rispetto a una cucina, ma li trattiamo con la stessa attenzione ai dettagli. Una mensola in ciliegio ancorata bene al muro regge quaranta chili di libri senza fare niente, mentre una fatta male inizia a cigolare entro sei mesi.
Questi pezzi più piccoli servono spesso a completare un ambiente che ha già un mobile Tronco oppure a testare il rapporto con noi prima di affrontare un progetto più impegnativo. È una cosa che capiamo e che non ci disturba. Il legno che usiamo è lo stesso, la lavorazione è la stessa.
Restauro e riparazione
Dal 2019 abbiamo iniziato ad accettare lavori di restauro, in particolare su pezzi di falegnameria piemontese del Novecento. Non facciamo restauro conservativo da museo, ma un restauro funzionale: rimettere in sesto un armadio anni cinquanta che ha le cerniere rotte, consolidare una sedia che ha perso le spine, sostituire un piano di scrittoio su cui qualcuno ha lasciato un ferro da stiro. Valentina Croci, che ha studiato restauro a Torino prima di entrare in Tronco, gestisce questi interventi con un criterio semplice: si vede dove abbiamo messo le mani solo se il cliente lo vuole.